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Recensione Valtum
Valtum: shilajit e ashwagandha KSM-66 riuniti in una gommosa
La nostra recensione di Valtum: gommose con shilajit 10:1 e ashwagandha KSM-66, cosa dicono gli studi, da 54,90 € a 36,65 € a flacone e 60 giorni di garanzia.
Shilajit, tra promesse e scienza
Shilajit: che cosa dicono davvero gli studi, e come sceglierlo bene
Lo shilajit è ovunque sui social, presentato come il segreto dell’Himalaya per il testosterone, la libido e l’energia. È uno dei pochi integratori di moda con veri studi sull’uomo alle spalle, a patto di parlare dell’estratto giusto. Ecco che cosa mostrano questi studi, come leggerne i numeri, i due rischi da conoscere, per chi ha senso, e lo shilajit che vi consigliamo.
In video
Shilajit: che cosa dice la scienza su testosterone ed energia
Che cosa ricordare
- Due studi clinici sull’uomo, pubblicati su Andrologia nel 2010 e nel 2016, entrambi su un estratto purificato e brevettato, il PrimaVie.
- Un aumento di circa il 20% del testosterone totale in uomini tra i 45 e i 55 anni: un vero aiuto, non una terapia ormonale.
- Il primo rischio è la qualità: le resine non purificate possono contenere metalli pesanti.
- Almeno tre mesi prima di giudicare, la durata dei due studi.
Lo shilajit, una resina nera dell’Himalaya
Lo shilajit è una sostanza naturale, una resina nera che trasuda dalle rocce di alta montagna, in particolare nell’Himalaya, da cui il soprannome di «lacrime nere dell’Himalaya». Nasce dalla decomposizione lentissima di piante, per opera di microrganismi, rimaste intrappolate per secoli nella roccia.
Che cosa contiene, alla fine: acido fulvico, numerosi minerali (calcio, magnesio, zinco, rame, ferro) e i microrganismi presenti naturalmente nella roccia. La medicina ayurvedica lo classifica tra i rasayana, i prodotti destinati a tonificare, favorire la longevità, dare energia mentale e sessuale e sostenere la fertilità.
Sui social viene venduto come un segreto antico capace di far esplodere testosterone e libido. La realtà è più interessante dello slogan: lo shilajit funziona bene per alcuni uomini, meno per altri, e tutto dipende dall’estratto.
Che cosa dicono i due studi sull’uomo
A differenza di tanti integratori di moda, lo shilajit è stato oggetto di veri studi clinici sull’uomo. Due in particolare meritano attenzione, entrambi pubblicati su Andrologia, una rivista scientifica dedicata alla salute maschile.
Lo studio del 2010, sulla fertilità
Ha seguito una trentina di uomini con un numero di spermatozoi troppo basso, quella che i medici chiamano oligospermia. Dopo 90 giorni di shilajit purificato, 100 mg due volte al giorno, il numero totale di spermatozoi era aumentato di oltre il 60%, la loro mobilità era migliorata e il testosterone era salito di circa il 23%.
Perché proprio 90 giorni? Perché all’organismo servono circa due mesi e mezzo per produrre un nuovo spermatozoo. Prima dei tre mesi, giudicare un protocollo sulla fertilità non ha senso.
Lo studio del 2016, su uomini tra i 45 e i 55 anni
È ancora più interessante. Riguarda uomini in buona salute tra i 45 e i 55 anni, proprio l’età in cui il testosterone comincia a calare in modo naturale. È uno studio randomizzato, in doppio cieco, contro placebo: né i partecipanti né i ricercatori sapevano chi prendesse lo shilajit. È il metodo più rigoroso della ricerca clinica.
Risultato: dopo 90 giorni a 250 mg due volte al giorno, il testosterone totale era aumentato di circa il 20% e quello libero, la frazione davvero attiva, di circa il 19%, con una differenza significativa rispetto al placebo. È salito anche il DHEA, il precursore da cui il corpo fabbrica il testosterone: lo shilajit sembra accompagnare la produzione naturale, non sostituirla.
Biswas e colleghi, Andrologia, 2010. Pandit e colleghi, Andrologia, 2016.
Perché un estratto brevettato ha studi, e una resina generica no
Entrambi gli studi sono stati condotti con lo stesso estratto purificato e brevettato, il PrimaVie, del laboratorio americano Natreon. Non è un caso: chi possiede un brevetto ha tutto l’interesse a dimostrare scientificamente il valore del suo estratto, mentre nessuno pagherebbe uno studio clinico su una resina generica che chiunque può rivendere.
Lo shilajit generico non ha alcun dato clinico di questo tipo alle spalle.
È la prima cosa da ricordare prima di comprare: i numeri degli studi valgono per un estratto purificato e documentato, non per qualsiasi resina venduta con lo stesso nome.
Leggere bene i numeri: un aiuto, non una terapia
Un aumento del 20%, in concreto, significa per esempio passare da 400 a 480 nanogrammi per decilitro. Un miglioramento reale, ma che non ha niente a che vedere con una terapia ormonale.
- Non è la soluzione per un deficit importante: lì decide il medico.
- È interessante nella «zona grigia», con un livello intermedio, per chi preferisce puntare prima su metodi naturali: sport, alimentazione, sonno.
Energia e stanchezza: soprattutto quando mancano i minerali
Su energia e stanchezza i dati mostrano un miglioramento da lieve a moderato della forma generale e della stanchezza mentale o fisica. Ma si osserva soprattutto nelle persone che hanno carenze di magnesio, calcio, zinco o ferro, con risultati simili a quelli di una semplice integrazione di micronutrienti.
Non è quindi né uno stimolante universale né un dopante. Altri lavori sulla memoria e sul cervello mostrano effetti in laboratorio o sugli animali, che devono ancora essere confermati sull’uomo.
I due rischi: metalli pesanti e promesse esagerate
La qualità del prodotto
Le analisi dello shilajit in commercio hanno trovato metalli pesanti, mercurio, piombo e arsenico, in alcune marche, oltre a resine non purificate e dosi del tutto casuali. Scegliere un prodotto di qualità non è un dettaglio: è la condizione di partenza.
Il marketing
Alcune promesse lasciano intendere che il testosterone esploderà e che si ritroverà l’energia dei vent’anni. Non è quello che misurano gli studi seri: parlano di un +20%, non di un +200%.
Per chi lo shilajit ha senso
Lo shilajit può valere la pena di essere provato:
- superati i 30 o 40 anni, quando il testosterone comincia a calare con l’età e la vitalità ne risente;
- con un livello di testosterone intermedio da ottimizzare un po’;
- in caso di stanchezza legata a carenze, frequenti per esempio dopo diete restrittive;
- in caso di problemi di fertilità diagnosticati, accanto al percorso con il vostro medico.
In ogni caso, contate almeno tre mesi prima di tirare le somme: è la durata dei due studi. Al contrario, un uomo giovane, in buona salute, senza carenze, con un’alimentazione varia e un testosterone già nella norma, difficilmente ne trarrà un beneficio particolare.
Come scegliere lo shilajit, e la nostra scelta
Prima di comprare, quattro punti da controllare:
| Da controllare | Perché |
|---|---|
| Uno shilajit purificato | La resina grezza può contenere impurità |
| Un estratto con un nome | È l’estratto studiato a portare i numeri degli studi |
| Le dosi scritte | Per sapere che cosa si prende, e prenderlo per tre mesi |
| Il sito ufficiale | Per avere il prodotto originale e il servizio clienti |
Shilajit Extreme, la nostra scelta
Lo shilajit che vi consigliamo è Shilajit Extreme, perché usa proprio l’estratto brevettato PrimaVie, quello dei due studi clinici, standardizzato al 50% di acidi fulvici. Lo affianca un altro estratto brevettato, lo zafferano Saffr’Activ del laboratorio francese Activ’Inside, oltre a rodiola, acido D-aspartico, zinco, selenio e vitamina B6. Tutte le dosi sono pubblicate.
| Per dose giornaliera, due capsule | Quantità |
|---|---|
| Estratto di shilajit PrimaVie | 200 mg, 50% di acidi fulvici |
| Acido D-aspartico | 400 mg |
| Estratto di radice di rodiola | 100 mg, 3% di rosavine |
| Estratto di zafferano Saffr’Activ | 30 mg |
| Zinco | 15 mg, il 150% del valore di riferimento |
| Selenio | 55 µg, il 100% del valore di riferimento |
| Vitamina B6 | 6 mg |
Tre di questi nutrienti portano indicazioni autorizzate in Europa: lo zinco contribuisce al mantenimento di normali livelli di testosterone nel sangue e alla normale fertilità e riproduzione, il selenio contribuisce alla normale spermatogenesi, e la vitamina B6 contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento.
- Due capsule al giorno, con un bicchiere d’acqua abbondante.
- 60 capsule per confezione, cioè un mese.
- Prodotto nell’Unione europea, secondo il produttore.
- Spedizione per posta o corriere, in circa sette giorni lavorativi.
Ordinatelo dal sito ufficiale: è lì che trovate il prodotto originale, le offerte in corso e il servizio clienti.
Vai all’offerta Shilajit Extreme
Shilajit Extreme contiene zinco: se prendete già un altro integratore che ne contiene, non sommate mai due prodotti con lo zinco, il limite europeo è di 25 mg al giorno. E se seguite una terapia, in particolare per la tiroide, la pressione o l’umore, chiedete il parere del vostro medico prima di qualsiasi integratore a base di piante.
Le basi che niente sostituisce
Lo shilajit non è né una truffa né un rimedio miracoloso: è un integratore che può dare benefici reali, a patto di scegliere un estratto purificato e studiato. Se volete sostenere il testosterone in modo naturale, le leve di fondo restano indispensabili:
- un sonno regolare, sette-otto ore per notte;
- un’attività fisica con rinforzo muscolare;
- un’alimentazione varia e ricca di grassi buoni: avocado, mandorle, noci, sardine, salmone;
- una minore esposizione ai pesticidi e agli interferenti ambientali;
- la luce naturale, tutti i giorni.
Ognuna di queste leve è spiegata, studi alla mano, nel nostro articolo sul testosterone, e gli integratori di base dopo i 40 anni nella nostra guida dopo i 40 anni.
Questa pagina vi informa, non sostituisce il parere del vostro medico o del vostro farmacista.
Domande sullo shilajit
Lo shilajit aumenta il testosterone?
In uno studio randomizzato in doppio cieco pubblicato nel 2016, uomini tra i 45 e i 55 anni hanno visto il testosterone totale salire di circa il 20% e quello libero di circa il 19% dopo 90 giorni di un estratto purificato di shilajit, rispetto al placebo. È un vero aiuto, non l’effetto di una terapia ormonale.
Per quanto tempo bisogna prendere lo shilajit?
Almeno tre mesi prima di giudicare. È la durata dei due studi sull’uomo, e il tempo che serve all’organismo per produrre nuovi spermatozoi.
Lo shilajit può contenere metalli pesanti?
Sì. Le analisi di prodotti in commercio hanno trovato piombo, mercurio e arsenico in resine non purificate. Scegliete uno shilajit purificato, con un estratto che porta un nome.
Che cos’è il PrimaVie?
Un estratto di shilajit purificato e brevettato, del laboratorio americano Natreon, standardizzato in acidi fulvici. È quello usato nei due studi clinici pubblicati su Andrologia nel 2010 e nel 2016.
Lo shilajit dà energia?
I dati mostrano un miglioramento da lieve a moderato della forma e della stanchezza, soprattutto nelle persone carenti di minerali come magnesio, zinco o ferro. Non è né uno stimolante né un dopante.
Per chi ha senso lo shilajit?
Per gli uomini oltre i 30 o 40 anni che sentono calare la vitalità, per chi ha un livello di testosterone intermedio, per chi ha carenze di minerali, e accanto al percorso medico in caso di problemi di fertilità. Un uomo giovane in buona salute, senza carenze, difficilmente ne trarrà un beneficio.
Quale shilajit scegliere?
La nostra scelta è Shilajit Extreme: usa l’estratto brevettato PrimaVie, quello degli studi clinici, con lo zafferano Saffr’Activ, la rodiola, lo zinco, il selenio e la vitamina B6, tutte le dosi pubblicate, in due capsule al giorno.
Come si prende Shilajit Extreme?
Due capsule al giorno con un bicchiere d’acqua abbondante. Una confezione da 60 capsule dura un mese: contate almeno tre mesi prima di fare il bilancio.
L’estratto degli studi: Shilajit Extreme
Shilajit PrimaVie, zafferano Saffr’Activ, rodiola, zinco, selenio e vitamina B6, tutte le dosi pubblicate, due capsule al giorno, prodotto nell’Unione europea.
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